Per un Trentino a misura di donna

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La realtà

In Trentino il tasso di occupazione femminile nel secondo trimestre del 2012 è del 58% a fronte di una media nazionale del 46,5% e di una media europea del 60%.

L’obiettivo che la Strategia di Lisbona si poneva per il 2010 era del 60%.

Il tasso di presenza delle donne ai vertici delle grandi aziende trentine è del 7,3% (Fonte L. 125/91 Elaborazione biennale: OML Trento) a fronte di una media nazionale del 12% e di una media europea del 13,7%.

L’obiettivo che la Strategia Europa 2020 si pone è del 30% nel 2015 e del 40% nel 2020.

Il tasso di presenza delle donne nelle Istituzioni trentine è attualmente mediamente inferiore al 20%. A livello provinciale si rileva il 22% di Assessore e l’11% di Consigliere, a livello di Comunità 20% di Assessore e l’18% di Consigliere e a livello di Comune 13% di Sindaci e l’26% di Consigliere.

Obiettivi

L’obiettivo che il Trentino si pone non è solo quello di incoraggiare le donne ad avere una carriera e un reddito, ma anche quello di fare in modo che arrivino ad occupare con autorevolezza e merito posizioni di responsabilità.

L’obiettivo che il Trentino si pone è di garantire uguaglianza nella retribuzione maschile e femminile, a parità di ruolo e merito.

L’obiettivo che il Trentino si pone è di avere una importante rappresentanza femminile nelle Istituzioni.

Priorità

  1. La priorità deve essere data all’evoluzione dei modelli culturali di riferimento.

La società offre pochi modelli positivi femminili: l’immaginario collettivo è afflitto da una comunicazione, anche non verbale, spesso svilente delle capacità e del ruolo della donna e talvolta perfino umiliante per la dignità della donna. Ogni donna è lasciata sostanzialmente sola di fronte a questa situazione.

  1. La seconda priorità deve essere data all’occupazione, sia in termini di misure per la partecipazione, che di sostegno alla scelta di avere figli.
  1. La terza priorità deve essere data dalla rappresentanza femminile nelle Istituzioni, affinchè i processi decisionali amministrativi e normativi siano permeati del punto di vista, delle priorità femminili e della cultura femminile.

Donne al lavoro non solo per far crescere il PIL, per aumentare la competitività del Trentino e quella delle imprese, per realizzarsi professionalmente ma anche e soprattutto come forma di protezione: di se stesse, dei figli (se ve ne sono) e anche degli uomini che hanno accanto.

Donne nelle Istituzioni per permeare la cultura del Trentino della visione femminile.

Come raggiungere gli obiettivi:

Azioni mirate: cambio culturale

  1. CRESCERE I FIGLI CON MODELLI FAMILIARI DIVERSI. Favorire e promuovere un ruolo più attivo dei padri all’interno della vita quotidiana delle famiglie, al fine di accrescere il contributo maschile nel lavoro di cura ed educativo. Introdurre provvedimenti che favoriscano una più equa assunzione di responsabilità, all’interno della coppia e del lavoro di cura.
  2. VARIARE I MODELLI DI RIFERIMENTO SCOLASTICI. Favorire la presenza degli uomini tra il personale docente a partire dalla scuola primaria (introdurre quote di genere). Monitorare che tutto il materiale didattico sia attento alle politiche di genere,
  3. MODIFICARE I MESSAGGI PUBBLICITA’, MESSAGGI GIORNALISTICI E MESSAGGI TELEVISIVI affinché garantiscano una diversa e più dignitosa rappresentazione femminile. Suggerire normative specifiche che obblighino al ritiro delle pubblicità offensive, volgari e sessiste.
  4. CRESCERE GIOVANI DONNE CAPACI DI AUTOSTIMA E DETERMINAZIONE. Introdurre percorsi formativi che educhino gli insegnanti a trasmettere modelli di parità di genere. Introdurre nei percorsi scolastici, es. percorsi di educazione civica, che approfondiscano, tra gli altri, il tema del rispetto di genere, della violenza sulle donne etc.
  5. INTRODURRE CODICI ETICI. Promuovere l’adozione del codice etico che tutela il ruolo femminile evitando rappresentazioni lesive dell’immagine della donna, in tutte le società a partire da quelle pubbliche.

Azioni mirate e differenziate per l’occupazione

  1. AZIONE OPPORTUNITA’ per coloro che devono inserirsi nel mercato del lavoro. Perché il lavoro è la migliore forma di auto protezione, perché il lavoro di entrambi i genitori è la prima assicurazione contro la povertà familiare. Il tasso di povertà tra le famiglie monoreddito è tre volte più elevato che tra quelle con due redditi.
  2. AZIONE FORMATIVA per coloro che sono nel mondo del lavoro ma vogliono migliorare la propria posizione, vanno incentivati i percorsi di formazione, sportelli informativi etc.. Perché la realizzazione professionale garantisce un ruolo e genera modelli di riferimento femminili.
  3. AZIONE ECCELLENZA per coloro che devono confrontarsi ai vertici, favorendo modifiche normative che promuovano la parità di genere, le reti di dialogo per donne “ai vertici”. Introdurre azioni che favoriscano una cultura di managerialità femminile, che sappia anche svincolarsi dalla sindrome dell’”ape regina”.

Azioni mirate: AGEVOLAZIONI FISCALI

  1. CONTRATTI DI LAVORO che permettano maggiore flessibilità, telelavoro etc.
  2. DETASSAZIONE del lavoro femminile.
  3. AGEVOLAZIONI FISCALI per favorire l’assunzione femminile.
  4. CONTRIBUTI per le società che adottano modelli organizzativi di conciliazione.

Azioni mirate: SERVIZI  DI CONCILIAZIONE

  1. SERVIZI NIDO: PUBBLICI e SOVRACOMUNALI, PRIVATI, INTERAZIENDALI E CONVENZIONATI tali e tanti da garantire il rispetto dei parametri europei previsti dalla Strategia di Lisbona: l’obiettivo deve essere la presa in carico di 33 su 100 bambini.
  2. FAMIGLIE ASSOCIATE: Favorire – dal punto di vista fiscale e normativo – le famiglie associate che auto-organizzano servizi alla prima infanzia e le cooperative / associazioni che offrono servizi di cura a piccoli gruppi di bambini, a condizione del rispetto di determinati standard di qualità.
  3. SERVIZI NIDO: aperti 12 ore al giorno che offrano soluzioni di orario flessibili.
  4. SERVIZI SCOLASTICI PER LE VACANZE: utilizzando le medesime strutture, impostando percorsi orientati all’educazione civica, all’arte, alla musica allo sport, accompagnati anche dall’uso (non studio) delle lingue con tecniche veicolari ed incaricando, su base volontaria, il personale docente in graduatoria.
  5. CONGEDO PARENTALE, sostegno al congedo parentale dei padri lavoratori.
  6. SERVIZI PER LA NON AUTOSUFFICIENZA – AGLI ANZIANI. Introdurre appositi percorsi formativi per le badanti.

E’ prioritario superare l’idea che le politiche di conciliazione riguardino solo le donne, che solo loro cioè abbiano il problema di conciliare il lavoro professionale e il lavoro di cura. Questa convinzione finisce per tutelare gli uomini a spese della finanza pubblica.

Azioni mirate: RAPPRESENTANZA

  1. Modificare la legge elettorale in modo da consentire un effettivo equilibrio della rappresentanza di genere. Lo strumento più efficace, dal 2012 in vigore in tutti i Comuni italiani con popolazione superiore ai 5mila abitanti, è la doppia preferenza di genere.

In Trentino stiamo ancora attendendo che la doppia preferenza di genere – strumento democratico ed equo – venga introdotto!